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Resto al Sud? o scappo definitivamente dall’Italia?

Di seguito riportiamo una lettera indirizzata al Ministero dello Sviluppo Economico scritta dal Dott. Alessandro Porro, esperto di Europrogettazione e Finanza Agevolata Membro dello staff di Sinapsi-Advisor

Sono Alessandro Porro (Istituto Aden, ci occupiamo di finanza agevolata bandi UE) Ritengo sia utile
evidenziare un’anomalia riscontrata nell’ambito della gestione dei bandi Resto al Sud per conto dei miei
clienti, spero sia utile per riuscire a risolvere le problematiche riscontrate e contribuire a raggiungere
l’obiettivo di questa tipologia di fondi: creare impresa per fare rimanere i giovani nei territori del Sud Italia e
contrastare in maniera efficace la disoccupazione giovanile.

Una nuova società, composta da giovani, ha ottenuto la delibera da parte di Invitalia per accedere alle
agevolazioni previste dal Bando Resto al Sud, hanno iniziato l’iter per la richiesta del mutuo come previsto
dalla normativa per il cofinanziamento. La richiesta da parte della banca è stata la seguente:

fideiussioni personale (ci può stare), evidenza fondi immediata per un importo pari all’IVA (in realtà hannosuggerito il 30%), cosa non sempre facile in quanto vengono recuperati nel tempo ma, soprattutto, il versamento anticipato del totale degli interessi sull’importo erogato sino a quando Invitalia non gli rimborserà tale somma!!!! Se funzione così direi che più che “Resto al Sud” si potrebbe chiamare “scappo definitivamente dall’Italia”.

Ricordo che i requisiti per accedere alla suddetta agevolazione, sono i seguenti: giovani tra 18 e 35 anni che,
tra le altre cose, devono obbligatoriamente non avere un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per tutta
la durata del finanziamento e non devono essere già titolari di altra attività di impresa in esercizio. Come si
può chiedere il versamento anticipato degli interessi, essendo i beneficiari giovani non occupati che cercano,
attraverso l’avvio di un’attività imprenditoriale, di restare nel loro territorio?

Se si vuole veramente creare nuova ricchezza e occupazione, non penso che la soluzione sia quella di ampliare
la platea dei beneficiari di tale finanziamento, infatti la legge di Bilancio 2019 prevede che i finanziamenti
potranno essere richiesti anche dai liberi professionisti e dagli under 46. Questi nuovi requisiti potranno
sicuramente stimolare gli investimenti, ma da parte di categorie che, comunque, hanno più facilità di accesso
al credito ordinario. Sicuramente l’obiettivo di aumentare l’imprenditorialità nelsud Italia e, di conseguenza,
la valorizzazione del territorio (molte iniziative sono nel settore turistico e gastronomico), non si può dire che
sia stato raggiunto. Spero che queste osservazioni di chi, giornalmente, lavora nel mondo della finanza
agevolata e fondi Europei da ormai 25 anni, possano contribuire a trovare una soluzione al problema, io e la
mia struttura siamo disponibili.
Grazie
Alessandro Porro